Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

MEMORIE DEL TEATRO. GLORIE E CIMELI NELL'ANTICO CAFFE'

TEATRO MASINI

Venerdì 18 dicembre 2015


Inaugurazione del nuovo allestimento, Stagione teatrale 2015-2016 - a cura del Teatro comunale "A. Masini" in collaborazione Biblioteca Comunale Manfrediana - Caffè del Teatro, venerdì 18 dicembre 2015 ore 17.

Concerto inaugurale a cura dell'Ensemble d'archi "Giuseppe Sarti".
Musiche di: Geminiani, Corelli, Vivaldi.
Concertatore Paolo Zinzani.

Nello spazio realizzato nel 1908 per ospitare il Caffè del Teatro, da alcuni anni viene esposta una selezione di oggetti provenienti dalle collezioni teatrali del Comune di Faenza.

Le collezioni teatrali attraverso locandine, manifesti, fotografie, sonetti, dipinti, avvisi, strumenti musicali, abiti di scena e libretti ci raccontano non tanto il teatro come monumento, peraltro celebrato tra le principali architetture tardo settecentesche della nostra regione, ma principalmente nel suo ruolo di istituzione culturale e di fabbrica dello spettacolo lungo un corso d’opera di oltre duecento anni.

Fonti di memoria di primaria importanza sono capaci di fornire nuovi e sorprendenti elementi informativi sulla storia dell’organizzazione della cultura e di raccontarci direttamente attraverso i documenti la storia della città e i suoi momenti teatrali.

La collezione conservata dal Comune di Faenza è ricchissima e si è arricchita negli anni grazie ad acquisti e donazioni. La più importante è la donazione di Arnaldo Minardi, che portò alla creazione del Museo del Teatro di Faenza fondato nel 1931 e inaugurato nel 1933 al piano terra della Biblioteca Comunale Manfrediana. In seguito alla distruzione bellica del 1944, il Museo fu riallestito nei nuovi locali del piano ammezzato della Biblioteca, dove rimase fino al 1984 quando per carenza di spazi, venne chiuso al pubblico e in parte trasferito a Palazzo Milzetti in attesa di un riallestimento.

Le collezioni teatrali, con l'esclusione dei dipinti, degli abiti e degli strumenti musicali - fra cui spiccano alcuni pezzi estremamente preziosi per la filologia musicale -  sono attualmente disperse nelle varie sezioni e fondi della biblioteca, sia per motivi conservativi, che per una diversa concezione catalografica e inventariale oggi superata, che tendeva a disgregare il materiale in base ai suoi supporti anziché privilegiare la provenienza e organicità.

Sempre legati alla storia del Teatro vanno menzionati alcuni fondi depositati presso la sezione di Faenza dell'Archivio di Stato di Ravenna, come quello della Deputazione dei pubblici spettacoli, che gestì il teatro tra il 1788 e il 1927 e la cui documentazione è dispersa in diversi fondi, compreso quello dell'Archivio storico Comunale. Di interesse anche l’Archivio del Consorzio teatrale (1927-1989).

Il primo allestimento nel Caffè del Teatro era stato dedicato alla rappresentazione scenica della Lucia di Lammermoor, mentre il secondo aveva ricordato la felice stagione della Fiera di San Pietro del 1842 con l'esecuzione dello Stabat Mater rossiniano. L'esposizione inaugurata nel dicembre 2014 era arricchita da alcuni interessanti strumenti musicali. Era stato esposto fra l'altro un bassetto del Settecento, che se restaurato potrebbe risolvere molto problemi interpretativi ed esecutivi di molte musiche settecentesche. La nuova esposizione propone alcuni altri interessanti strumenti musicali, fra cui un helicon in ottone del XIX secolo e una rarissima ghironda cromatica del 1759.

Il nuovo spunto proposto per l'esposizione della stagione teatrale 2015-2016 è il Balletto, che accompagnava l'opera seria. A partire dalla metà del Settecento il ballo aveva assunto un ruolo di primo piano nel mondo dell'opera italiana. Anche a Faenza quando si allestiva lo spettacolo più importante della stagione di San Pietro (così chiamata perché si apriva il 29 giugno, festa del Santo) l'opera seria era accompagnata da un ballo, con messe in scena sontuose e interpreti cosiddetti “di cartello”. Per la prima stagione del nuovo teatro faentino, che inaugurò nell'anno 1788, la società impresaria allestì un'opera nuova, il dramma Cajo Ostilio, per il quale il coreografo Muzzarelli aveva ideato due balli: Castore e Polluce, un ballo tragico di argomento mitologico, e La forza del bel sesso, un ballo comico.