Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

THE DARK SIDE OF THE MOON

Galleria Comunale d’Arte

22 luglio - 9 agosto

Mercoledì 22 luglio 2015, inaugura la mostra di  Idilio Galeotti.

La mostra nasce come tema che porta ad indagare sul misterioso lato oscuro della luna, quella parte non osservabile dalla terra definita librazione. Argomento più volte trattato da personalità legate all’ufologia, ma anche da testimonianze dirette di astronauti che hanno asserito di aver visto tramite foto satellitari, basi aliene poste nel lato oscuro e quindi non visibili dalla terra; tema trattato anche dai Pink Floyd che ne intitolarono un loro album di grande successo, nel quale usarono tecniche sperimentali e innovative del suono. Il lato oscuro però può anche essere la parte più nascosta di noi nella nostra interiorità, quella che quasi mai si manifesta nella vita quotidiana, aspetto del quale sono stati scritti trattati che partono dai grandi filosofi greci come Platone e Aristotele, alla psicologia da Sigmund Freud a Gustav Jung, aspetto del quale si è sempre cercando sempre di far emergere interpretazioni, più o meno esatte e o riscontrabili in ogni individuo. Io con le mie sculture in ceramica smaltate e policrome, (opere uniche) intendo portare una visione proprio su questi temi con una visione profonda, ma da un riscontro positivo e spettacolare, nel quale sia nelle rappresentazioni e forme fantasiose, quanto nei colori, si possa assorbire, l’aspetto emozionale dell’ampio respiro e del sorriso, anche con un senso del guardarsi dentro nel profondo di noi stessi, dove si possono scovare tanti aspetti positivi, troppo spesso inascoltati.

 

Sintesi del testo critico di Bruno Bandini.

Il lato oscuro
Ma che cosa si nasconde dietro le forme plastiche che Idilio Galeotti genera nella quiete di Modigliana? Si tratta di un’esercitazione sui materiali ceramici? Di un gioco in cui sogno e ironia si addensano sulle figure fantasiose che ci scrutano e sembrano sfidarci?
Nel “lato oscuro della luna” che cosa mai potremo trovare? Lo dice lo stesso Galeotti: troviamo noi, con qualche sorpresa.
Insomma, “io sono questo” oppure “questo è il mio ritratto”?
Non si tratta di un paradosso, di un gioco concettuale che ha a che fare con la possibilità di additare noi stessi.
Può, spesso, presentarsi come maschera, dissimulazione, inganno, senza dimenticare che – come sottolinea Claude Lévy-Strauss – “la verità si riconosce dalla cura che essa prende nel nascondersi”. Eppure disvelare è pericoloso, come lo è scoprire la verità, che, per statuto etimologico, è “nuda”.
Detto altrimenti e fuor di metafora, Galeotti, a mio modo di vedere, realizza sotto spoglie a dir poco “mentite”, dei ritratti che parlano del Sé. Tra realtà, raffigurazione e percezione, tra il soggetto che viene “ritratto” e l’autore si instaura una relazione complessa e divertente, incredibilmente ambigua, tra le infinite possibilità dell’apparire e lo sforzo di restituire l’apparenza alla disponibilità del nostro sguardo.
Detto ancora in un altro modo, il “ritratto” è un modo di dire l’infinità delle disseminazione di senso del soggetto raffigurato, alla ricerca di un’ombra insopprimibile, di un quid che nella distrazione del quotidiano sfugge, per quanto la “verità” di colui che viene ritratto sia inesprimibile, per quanto ogni ritratto non possa far altro che nasconderla, celarla.
Il lato oscuro della luna è uno specchio, una riflessione e una riarticolazione delle procedure che investono il problema del “ritratto”.

 

Galleria Comunale d'Arte
voltone della Molinella 2 - Faenza
orari:
tutti i giorni 10-12 e 16-18; martedì, giovedì e sabato 20-22