Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LA CERAMICA COME MOTIVO, IL QUADRO COME REPLICA BIDIMENSIONALE

Hotel Vittoria - Faenza

Sabato 30 gennaio 2016

La mostra, costituita da un ciclo di tele di Milan Jurina stimolato dagli oggetti di Annibale Salvaro è patrocinata da Ente Ceramica Faenza in occasione dei 55 anni di collaborazione tra Salvaro e Faenza con i suoi artisti.

 

Di seguito il testo critico di Tonko Maroević.
Non è un caso frequente trovare le opere d'arte che si riferiscono direttamente alle altre opere di carattere visuale. E' interessante perciò la decisione di Milan Jurina di prendere come motivo delle sue tele gli oggetti in terracotta di un'altro autore, di presentare nelle proprie superfici le forme sculturee, tridimensionali di Annibale Salvaro.
Tuttavia, non si tratta di una mera riproduzione, ne di una traslazione passiva delle composizioni già definite. Sebbene l'espressione pittorica di Jurina sia mimeticamente molto determinata, precisa e convincente nel suggerire i piani e le sagome, le luci e le ombre, i rapporti del concavo e del convesso, il mondo degli oggetti preso in prestito da Salvaro fa soltanto una parte dei quadri dipinti.
Le opere di Jurina intanto sono organizzate con ona combinazione degli elementi relativamente libera, le parti „citate“ sono sistemate negli spazi autonomi, quasi neutri, nei sottofondi monocromi, che possono associare anche alle profondit`a cosmiche.
La scelta delle opere di Salvaro e la libertà della loro presentazione hanno dato al pittore la possibilità di usare una vasta scelta di effetti illusionistici (illuministici), perchè si tratta dei volumi irregolari e molto articolati, ma anche delle superfici composte delle particelle molto diverse e in modo complessivo intrecciante.
Le formazioni dipinte qualche volta giaciono e riposano immobili, qualche volta invece come se pendessero o volano in aria, ma in ogni caso formano un'equilibrio dinamico degli elementi.
A ciò contribuisce anche la gamma cromatica colle sue dominanti blu, brune e verdastri, che danno all'insieme un'atmosfera eterica e una disposizione d'animo quasi metafisica.
Ecco, un dialogo dei connotati plastici e pittorici tende a formare un'armonia tra le diverse immaginazioni o formazioni degli autori coinvolti, facendo di questa prova inconsueta un evento stimolante.
Al ceramista dobbiamo riconoscere una modellazione per niente convenzionale, e al pittore invece il merito di una esecuzione molto abile e dell'effetto alquanto surreale.


Hotel Vittoria
Corso Garibaldi 23 - Faenza
da sabato 30 gennaio 2016