Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

SANDRO CHIA

Ceramica vs Disegno 1:0

SANDRO CHIA
21 aprile - 5 giugno 2011

In mostra al MIC le opere in ceramica appositamente realizzate per l'occasione (molte delle quali coniugate con disegni, tempere e acquarelli) e una selezione di opere pittoriche, anch'esse recenti.   La mostra è a cura di Franco Bertoni.

Nato a Firenze nel 1946, Sandro Chia è uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale.
Dopo gli studi all'Istituto d'Arte e all'Accademia di Belle Arti di Firenze e viaggi in India, in Turchia e in Europa, l'artista di stabilisce a Roma nel 1970. Durante gli anni settanta si dedica a ricerche di ambito concettuale che verso la fine del decennio vengono in qualche modo abbandonate per sviluppare una ricerca pittorica basata sul ritorno alla figurazione e al piacere dell'opera sotto il segno di un rinnovato dialogo con tutta la storia dell'arte. D'altronde, durante gli anni scolastici, erano stati proprio i musei fiorentini ad attrarlo maggiormente e, nel 1966, aveva compiuto un viaggio a Parigi unicamente per visitare la grande antologica dedicata a Picasso.

Del 1971 è la sua prima mostra personale presso la Galleria La Salita del faentino Gian Tomaso Liverani, cui ne seguiranno altre nella stessa galleria e presso quelle di Lucrezia de Dominicis, di Giuliana De Crescenzo, di Gian Enzo Sperone e di Mario Diacono a Roma, di Tucci Russo a Torino e di Paul Maenz a Colonia. Nel 1980 viene invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia dove espone nella sezione “Aperto 80” curata da Harald Szeemann e Achille Bonito Oliva. La mostra, ampiamente recensita dalla critica, inaugura la felice stagione della Transavanguardia destinata a informare gli sviluppi dell'arte non solo italiana ed europea. Come ben riportato da Bonito Oliva: “Sandro Chia opera su un ventaglio di stili, sempre sostenuto da una perizia tecnica e da un'idea dell'arte che cerca dentro di sé i motivi della propria esistenza. Tali motivi consistono nel piacere di una pittura finalmente sottratta alla tirannia della novità ed anzi affidata alla capacità di utilizzare diverse “maniere” per arrivare all'immagine. I punti di riferimento sono innumerevoli, senza esclusione alcuna, da Chagall a Picasso, da Cézanne a De Chirico, da Carrà futurista a Carrà metafisico e novecentista”.

Nell'opera di Sandro Chia emerge costantemente la necessità di un titolo particolare, di una poesia magari dipinta direttamente sull'opera o di una lunga didascalia che serve ad aumentare in modo ellittico un meccanismo, serio e ironico al tempo stesso, di appropriazioni e di invenzioni, di riferimenti e di spiazzanti diversioni. Tra la forte presenza fisica dell'opera e le sollecitazioni intellettuali si instaura un indissolubile rapporto di reciprocità che spostando continuamente i riferimenti conferisce una cifra interrogativa e del tutto particolare al suo lavoro. D'altronde è l'artista stesso ad affermare: “Non è escluso che dipingere un quadro sia continuare una storia lasciata in sospeso o raccontare una storia per poi lasciarla in sospeso”. Le storie di Sandro Chia hanno le più varie origini - dal mito alla realtà, dai classici dell'arte alle avanguardie, dalla fotografia al cinema – ma proprio per questo sanno raccontare una condizione contemporanea fluida, in continua trasformazione o metamorfosi, senza acquietanti soluzioni.  

Tra il 1980 e il 1981, l'artista risiede e lavora a Mönchengladbach in Germania e nel 1981 si trasferisce negli Stati Uniti, lavorando tra New York e Ronciglione, e successivamente Montalcino. Si dedica anche alla scultura realizzando per il gallerista modenese Emilio Mazzoli una scultura a quattro mani con Enzo Cucchi. Negli anni ottanta e novanta tiene mostre personali allo Staedelijk Museum di Amsterdam (1983), al Kestner Gesellschaft di Hannover (1984), al Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi (1984), al Metropolitan Museum of Art di New York (1984), alla Kunsthalle di Bielefeld (1985), a Spoleto (1988), a palazzo Medici Riccardi a Firenze (1991), a Villa Medici a Roma (1995), a Palazzo Reale di Milano (1997), alla Galleria Civica di Trento (2000), al Boca Raton Museum of Art in Florida (2007), al Gemeentemuseum Den Haag (2008) alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (2009-2010). Espone, inoltre, alle Biennali di Parigi, di San Paolo del Brasile e, più volte, alla Biennale di Venezia, dove, nel 2009, espone nel Padiglione Italia.         

Nel 2003 lo Stato Italiano acquista tre sue opere per le collezioni del Senato della Repubblica a Palazzo Madama, nel 2005 due sue sculture monumentali sono collocate di fronte alla sede della Provincia di Roma e nel 2010 una sua scultura è collocata in Piazza Duomo a Firenze.

Le opere in ceramica sono state realizzate nella Bottega d’Arte Ceramica Gatti di Faenza con il contributo della Galleria Maggiore di Bologna.

La mostra è resa possibile grazie al contributo di:
Fondazione Cassa di Risparmio di RavennaProvincia di Ravenna