Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

GIANFRANCO MORINI

GESTIMATERICI

12 aprile - 31 maggio 2009

Gianfranco Morini è nato a Faenza nel 1955. Ha frequentato l'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza e l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Con la mostra delle sue sculture in grès, esposte nel quadrilatero interno, il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza continua nella sua opera di segnalazione al grande pubblico dei protagonisti faentini della ceramica contemporanea. Morini è un artista eterodosso che si dedica alla ceramica d'arte con quella libertà permessa da una non comune conoscenza tecnica. Attivo professionalmente in campo industriale, Morini è, da decenni, un tecnico affermato e un consulente per le più importanti manifatture italiane (Decor-Italia, La Faenza, Iris). Nel 1996 ha collaborato con Swarowski Kristallwelten e Iris Ceramica per un progetto di rivestimento da bagno con piastrelle ceramiche e fibre ottiche. Dal 2002 è responsabile del laboratorio di ricerca e sviluppo delle Ceramiche di Siena a Buonconvento del gruppo Gambarelli di Modena. A questo ha certamente contribuito la sua formazione all'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza e, inoltre, di non minore importanza devono essere state le frequentazioni di Alfonso Leoni e Carlo Zauli e le collaborazioni nello studio di Panos Tsolakos. Nuove tecniche e nuovi materiali per l'arte della ceramica erano allora in incredibile sviluppo con quasi immediate declinazioni nel settore della grande produzione. Di questo momento Morini è stato non solo un testimone ma anche un attivo, creativo e fertile successore. In questa occasione l'artista presenta una serie di opere recenti accomunate da una tematica che gli è particolarmente cara: la forma scultorea come momento interrogativo più che puro compiacimento estetico.

Suoi materiali prediletti sono gli impasti da grès chamottati, colorati e cotti ad alta temperatura. Non casuali sono i dialoghi con elementi in ferro di recupero smaltati con un vetroceramico. Le sculture di Morini, rudi ma sincere, parlano della sofferenza di una materia graffiata, bruciata, schiacciata, collassata e spezzata che diviene forma simbolica di una deriva contemporanea della condizione umana. E', questo, un omaggio che il MIC è lieto di poter fare a un rappresentante della ceramica faentina contemporanea e con lui a quella continuità di ricerca che ha sempre caratterizzato la nostra città nei secoli.