Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

I TESSUTI COME SCRITTURA

Una raccolta precolombiana al MIC

I TESSUTI COME SCRITTURA
24 aprile - 9 settembre 2008

La mostra “I tessuti come scrittura. Una raccolta precolombiana del MIC” è costituita da tessuti andini che coprono un arco di tempo dal VI sec. a.C. al XVI sec. d.C. e intende presentare il curioso ma alto sistema di comunicazione-scrittura del popolo andino che, probabilmente per la ricca produzione di  pregiatissime lane e cotoni, era basato sul filo (torsione, intreccio, ecc.), il nodo, il colore, le iconografie tessili: sistema che ha raggiunto i suoi apici nell’amministrazione dei due grandi imperi che si sono susseguiti, quello Huari-Tiahuanaco e l’Impero degli Inca: imperi che, pur appartenendo al cosiddetto Evo Antico, sono giunti fino al XVI secolo. Oggi, attraverso i  mazzi di fili annodati (quipu) e questi e altri tessuti, riusciamo a capire molti curiosi aspetti di questo antico mondo teocratico. A cio’ si aggiunge la storia della collezione.
Quanto esposto si prefigge di calare infatti il visitatore nel mondo precolombiano andino che, grazie all’avanzamento degli studi sulle scritture antropologiche, possiamo ora iniziare a leggere e identificarne i messaggi “scritti” su di una scelta di tessuti e un quipu Inca - cioè un mazzo di fili annodati usato come registro per la contabilità a doppia entrata - accompagnati da ceramiche e altri materiali, provenienti dal Perù, che spaziano dal I sec. a.C. all’epoca della Conquista (sec. XVI) ed alla parte iniziale del successivo periodo Coloniale.
I tessuti, come quasi tutti i manufatti non provenienti da scavo archeologico, sono privi di documentazione relativamente al sito, al contesto in cui sono stati scavati ed all’insieme del corredo funerario di cui facevano parte. In mancanza dei dati archeologico-stratigrafici,  ma anche per il significato “scrittorio” delle tecniche tessili, si è reso necessario un esame approfondito delle tecniche impiegate nella tessitura/decorazione, dei motivi decorativi e del relativo simbolismo.
Le attribuzioni cronologiche spesso solo indicative, derivano quasi esclusivamente dalle analisi stilistico-comparativa, tecnologica ed iconografica. Sia pure con i dovuti limiti, queste analisi hanno permesso di collocare cronologicamente questi materiali che pur, appartenenti a culture diverse assai difficili da classificare, la cui apparente omogeneità difficilmente dissimula una derivazione da culture diverse nel tempo e nello spazio.
Come è possibile apprezzare lungo il percorso, si è tentato di presentare i materiali tessili  secondo la mentalità di chi li ha realizzati nei lontani tempi: cioè di farli parlare sia nel loro antico linguaggio sia nel nostro stimolando la nostra immaginazione con le belle iconografie e la varietà delle tecniche.
I manufatti sono tutti di provenienza ipogea e costituivano il corredo per il defunto che veniva inumato in posizione distesa o rannicchiata (fetale), rivestito ed avvolto con tessuti semplici o preziosissimi e circondato da varie offerte anch’esse tessili, oppure ceramiche, lignee, metalliche, ecc.
Il particolare clima asciutto del Perù costiero, soprattutto nell’area centro-meridionale, ha permesso la splendida conservazione di moltissimi tessuti che possono essere ammirati in molti casi totalmente integri, in altri mancanti di alcune parti a causa del decadimento del materiale organico cui erano a contatto.
I tessuti donati al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza provengono dalla collezione Gabriella Laffi Petrachi e sono stati integrati con reperti dello stesso Museo e del Museo degli Sguardi di Rimini.
Il restauro dei tessili peruviani della raccolta - curato dalla ditta ARAKHNE di Roma con il finanziamento dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna - impone attenzione ad una delle sezioni più importanti del Museo, quella delle ceramiche precolombiane, assolutamente straordinaria a livello nazionale.
L‘interesse per le culture artistiche extraeuropee e transcontinentali è oggi di larga diffusione, facilitata dal progredire degli studi e della intersettorialità delle conoscenze, con punte di novità di assoluto valore.

Coordinamento generale della mostra: Jadranka Bentini
Curatori della mostra: Laura Laurencich Minelli e Antonio Guarnotta

A partire dalle ore 16.00 di mercoledì 23 aprile 2008 gli studenti dell’Istituto d’Arte per la Ceramica “G. Ballardini” eseguiranno presso le sale del Museo una dimostrazione dal vivo di tecniche ceramiche precolombiane coordinata dai professori Gianfranco Budini, Luciano Laghi, Anna Lombardo.

La mostra sarà poi esposta a Rimini al Museo della Città  dal 9 agosto al 7 settembre 2008.