Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

PALADINO CERAMICHE

PALADINO CERAMICHE
25 maggio - 7 ottobre 2012

Sono un centinaio le opere di Mimmo Paladino esposte nella grande mostra personale che il MIC di Faenza gli dedica dal prossimo 25 maggio 2012.

Il percorso espositivo si snoda lungo gli spazi museali con il coinvolgimento diretto ed immediato del visitatore: sculture di grandi dimensioni, installazioni complesse accanto a produzioni minori testimoniano della colta e poliedrica personalità dell’artista.

A tratti quasi brutale nell’utilizzo di un materiale primordiale come la terra nella sua forma più primitiva e meno accattivante, Paladino espone opere fondamentali della sua produzione e alcuni inediti, realizzati appositamente per la mostra faentina che testimoniano del suo felice connubio con la città.

Una mostra imperdibile che pone l’accento sul linguaggio dell’artista campano in un susseguirsi di segni, simboli e rimandi all’epos.

Lo stesso Paladino ha voluto contribuire all’elaborazione del progetto espositivo con la scelta di opere che ripercorrono tutta la sua poetica: sculture dipinte che assumono la forma di quadri tridimensionali, lastre nelle cui concavità sono celati oggetti dal forte impatto emotivo, dischi e torri di dimensioni tali da rimandare alle ciclopiche fortificazioni micenee.

Il percorso diventa quasi una narrazione di storie ed emozioni in un viaggio di sperimentazione dentro la materia.

 

 

Esponente della Transavanguardia, Mimmo Paladino ha senz’altro interpretato al massimo le caratteristiche di eclettismo e nomadismo intellettuale codificate da Achille Bonito Oliva negli anni ‘80. La produzione di Paladino si avvale infatti di un vasto immaginario che attinge a diverse epoche e diversi stili, privilegiando l’attraversamento e l’esplorazione di un repertorio riferito in modo particolare alla tradizione primitivistica. Il gesto artistico di Paladino si muove con disinvoltura nel territorio della pittura così come in quello della scultura e della grafica, tecniche diverse che egli riesce a fondere magnificamente nei suoi progetti scenografici.

L’arte di Paladino si oppone, per dichiarazione dell’artista, ad ogni interpretazione simbolica, ad ogni ricerca di senso “ulteriore”, ad ogni lettura narrativa, ponendosi piuttosto come dialogo costante tra immagine e linguaggio, un dialogo scevro da artifici retorici o linguistici, che preferisce ricorrere ad elementi archetipici carichi di potere evocativo.

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