Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

ANTONIA CAMPI

Fantasie di serie, fantasie d'eccellenza

ANTONIA CAMPI
4 ottobre 2009 - 31 gennaio 2010

Nell’ambito di un rinnovato interesse del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza nei confronti del design, e quindi di una delle più interessanti declinazioni industriali della ceramica, sono state organizzate mostre dedicate ai più significativi protagonisti di questa vicenda. Nel 2007-2008 si è tenuta la mostra dedicata ad Ambrogio Pozzi e nel 2008-2009 quella su Franco Bucci e i primi anni del Laboratorio Pesaro. Si tratta di figure emergenti di una vicenda che, nel secondo dopoguerra, ha visto il nostro Paese guadagnare un ruolo di primaria importanza nel panorama progettuale internazionale.

In questo quadro si inserisce la mostra monografica dedicata ad Antonia Campi, progettista, scultrice, disegnatrice, art director, artista che ha fatto dell’utilizzo delle terre la sua "cifra" qualificante, che si terrà al Museo Internazionale delle Ceramiche. La mostra è a cura di Jadranka Bentini e Anty Pansera con Mariateresa Chirico.

Questo "omaggio" cade a sessant’ anni di distanza dalla prima presenza della ceramista a Faenza, da quella prima partecipazione, nel 1949, all’VIII Concorso Nazionale della Ceramica d’Arte (divenuto poi internazionale), dove ottenne il secondo premio (il primo non fu assegnato) in una sezione dedicata al tema "Trofeo per un centro tavola": premiata una sua Fruttiera (in mostra) - "pezzo interessante", così nella motivazione - , in terraglia forte, un materiale non facile da "domare".

Antonia Campi aveva già donato alcuni suoi pezzi l’anno precedente al riaperto e rinascente Museo, sollecitata da Angelo Biancini, che la mette in contatto con Gaetano Ballardini. A seguire una annosa corrispondenza con questo indimenticabile direttore, la cui figura è legata non solo alla storia della cultura della ceramica.

La rassegna, dedicata alle eccellenze della ceramista, si caratterizza per la messa in scena di più di centocinquanta pezzi scelti tra una variegata campionatura dei suoi prodotti, che riflettono la sua personalità poliedrica al crocevia di ambiti disciplinari molto diversi. E che illustrano i suoi straordinari articoli Fantasia (declinati in colori e decori diversi individuati sia presso i collezionisti che nelle raccolte del Museo faentino e del Museo di Laveno), la cui free form ha sancito un’epoca. Ad affiancarli alcuni pezzi unici d’eccezione, come i pannelli per un negozio Richard Ginori. Per l’occasione, è anche esposto il pannello ceramico, un particolare landscape, che svettava, nel 1951, al culmine dello Scalone d’Onore della IX Triennale, "illuminato" dal grande arabesco luminoso, "Luce spaziale", di Lucio Fontana. rientrato in Italia e appena restaurato dalla Sezione Restauro dello stesso Museo faentino.

A completare la lettura del percorso della progettista ed art director alla Società Ceramica di Laveno, designer e coordinatrice poi in Richard Ginori (che aveva assorbito S.C.I.) e in Pozzi Ginori, una serie dei suoi plastici ma ergonomici sanitari a sottolineare come Antonia Campi abbia saputo rinnovare, anche qui anticipando un trend, quell’ambiente bagno che di fatto ha trasformato.

Questo ritorno a Faenza, non è per ricordare, ma per proiettarsi con tutti quanti la apprezzano, la stimano e le riconoscono un ruolo importante nella progettazione ceramica. Per l’occasione Antonia Campi ha prodotto una nuova sua forma - una sinuosa geometria - che tre "botteghe" (Elisabetta Bovina - Studio Elica, Mirta Morigi, Ceramiche Vignoli) hanno realizzato, in piccola serie numerata, interpretandone in maniera diversa le superfici e le cromie.

A documentare la mostra verrà realizzato un piccolo catalogo, mentre una più allargata analisi della protagonista viene offerta dal volume Antonia Campi, creatività, forma e funzione. Catalogo ragionato, a cura di Anty Pansera, Silvana editoriale, Milano 2008.