Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

CERAMICHE D’ARTE

I luoghi della ricerca di UGO LA PIETRA

CERAMICHE D’ARTE
17 ottobre 2009 - 10 gennaio 2010

Nell’ambito di un rinnovato interesse del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza nei confronti del design, e quindi di una delle più interessanti declinazioni industriali della ceramica, sono state organizzate mostre dedicate ai più significativi protagonisti di questa vicenda. Nel 2007-2008 si è tenuta la mostra dedicata ad Ambrogio Pozzi e nel 2008-2009 quella su Franco Bucci e i primi anni del Laboratorio Pesaro  e  l’esposizione dal titolo "Antonia Campi. Fantasie di serie, fantasie d’eccellenza". Si tratta di figure emergenti di una vicenda che, nel secondo dopoguerra, ha visto il nostro Paese guadagnare un ruolo di primaria importanza nel panorama progettuale internazionale.

In questo quadro si inserisce la mostra dedicata a Ugo La Pietra - architetto, designer, disegnatore, art director e artista - che si terrà al MIC.

"Ugo La Pietra è un poeta viaggiatore. Con la sua magica valigetta ha instancabilmente percorso tanti luoghi - e tanti momenti sociali, artistici e culturali - dell'Italia dagli anni Sessanta ad oggi. Ha osservato e proposto, lasciando nella memoria collettiva i segni, sempre generosi, ottimistici e leggeri, di una tanto concreta quanto sognante possibilità di una umanizzazione dell'ambiente, della città, della casa e degli oggetti. Dalla sua valigia ha estratto architetture, disegni, dipinti, scritti, film, performance, mobili, oggetti, allestimenti provvisori e ceramiche per affascinanti spettacoli sempre sospesi sul filo della più ragionata spericolatezza e della più seria ironia.

Concettuale quanto serve per essere criticamente contemporaneo, metafisico quanto basta per mantenere le distanze dalle false pressioni del presente e surrealista quanto occorre per travasare i sogni in realtà, Ugo La Pietra ha trovato nella ceramica un partner ideale per viaggi in illustri passati ormai negletti e dimenticati la cui nostalgia è, in lui, pari solo all'insofferenza nei confronti di un presente ormai privo di quella percezione delle differenze che è, in fondo, sintomo di civiltà e termometro della qualità dell'arte, se non della vita".

Con queste parole Franco Bertoni, Esperto delle Collezioni Moderne e Contemporanee del MIC, introduce la mostra che raccoglie opere suddivise per argomenti: "L’oggetto significante", "Il Genius Loci", "La nuova territorialità", "L’Arte nel sociale".

Il lavoro di ricerca di Ugo La Pietra si caratterizza per l’incontro tra la cultura del progetto con la produzione artigianale (dando a quest’ultima il gusto valore di partecipazione) e con la produzione industriale (vedi le installazioni "Casa Aperta" e "Giardino all’italiana" realizzate al CERSAIE)

Le ceramiche di La Pietra, nel settore della mostra dedicato al Genius Loci, sono un vero e proprio omaggio ai centri che in Italia fabbricano manufatti ceramici e si distinguono per: il segno della decorazione, il confronto con materiali e culture diverse, la scelta di intervenire e ridisegnare archetipi di diverse culture regionali, l’uso di un ironico linguaggio di progettazione caratterizzato da mutazioni di scala e gusto all’azzardo.

Tra le tante ceramiche ricordiamo il piatto in porcellana "Bagnante" in cui, con un ironico cambio di scala della figura umana, una donna fa il bagno in un piatto e i contenitori "Interno / Esterno", architetture che alludono alle ricerche sulla rottura della barriera spazio privato / spazio pubblico.

I "Vasi faentini", i "Vasi per giardini, giardini per vasi", piccoli vasi in cui vengono coltivati micro giardini con gazebi, luoghi a stare, architetture fatte con e per il verde.

Emblematici i "Libri aperti" in terracotta ingobbiata che risentono della pittura segnica che l’autore ha sviluppato fin dagli anni Sessanta e i "Souvenir" relativi ai vari territori, dal "Salvadanaio ligure" ai "Vasi antropomorfi" di Caltagirone, alle grandi colonne "Natura" realizzate a Nove fino alla grande stufa in terracotta realizzata a Castellamonte.

Oggetti a cui si aggiungono le grandi installazioni come gli "Itinerari siciliani", "Europa unita" e la documentazione del "Muro delle meraviglie" a Caltagirone e del "Monumento alla Balnearità" a Cattolica.