Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

GIFFORD MYERS

27 ottobre - 30 dicembre 2001

 

Inaugura venerdì 26 ottobre 2001 (ore 20.30) la personale di Gifford Myers, poliedrico artista americano della California da tempo attivo anche in Italia. 70 opere in ceramica, vetroresina, alluminio, bronzo, ferro, legno a cui si è aggiunta "Globalization" , ispirata al tema dei profughi

 

 

Non un artista di ceramica, ma un artista che lavora anche con la ceramica. E con tanti altri diversi materiali e tecniche: vetroresina, alluminio, bronzo, ferro, legno.

 

E dimostra capacità di lavorare con dimestichezza ogni materiale, favorita da grande manualità, padronanza grafica e forte determinazione, mascherate da un’immagine giocosa ed estroversa assieme ad una straordinaria carica di simpatia.

 

Gifford Myers, GlobalizationCon una settantina di opere, l’artista californiano Gifford Myers celebra al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, dal 27 ottobre al 30 dicembre 2001, un percorso di ricerca artistica e di collaborazioni in Italia, dove torna a lavorare dal 1995 ormai ogni anno per 2- 4 settimane, facendo di Faenza una tappa fissa del suo itinerario. L’approccio di Gifford alla ceramica e ad altri materiali è un continuo sviluppo di idee e di esperienze libere e non convenzionali, in una visione ampia che, tra fantasia e innovazione, travalica la rigidità degli schemi. Myers si avvicina alla realtà che lo circonda con l’acume, la spontaneità, l’intelligenza e l’ironia di chi guarda con spirito libero e spiccata capacità di osservazione. E’ alla continua ricerca di una sintesi, di una dimensione che si esprime in un risultato che non è mai identico a se stesso, mai ripetitivo. 

 

“Ciò che più mi colpisce del lavoro di Myers” dichiara Michael Lucero “è quanto sembrino diversi i suoi pezzi ad un primo sguardo, mentre in realtà sono fortemente simili fra loro….il contenuto e le metafore sono coerentemente le stesse in tutto il suo lavoro.”

 

E ancora “Un artista che si appropria dell’immagine del clown come suo alter-ego, un autoritratto come fa di tutti gli oggetti che il clown (l’artista) usa per divertirci: ma dietro alla superficie scintillante, la poesia e la metafora, può esserci ben più di quanto non sembri a prima vista.”

 

Attraverso la fantasia, la meraviglia ed il colore, Gifford cerca di stimolare chi si avvicina alle sue opere ad una profonda riflessione sulla realtà che ci circonda, che lui osserva, vive e rielabora di volta in volta con materiali differenti,  perché, sottolinea Myers stesso: "Il materiale è in funzione dell'idea e della sua realizzazione".

 

L' opera di Myers è sempre qualcosa di inesplorato che, nella ceramica, come afferma Anna Young Gattuso nel catalogo di mostra, “rispetta le tradizioni, ma le spinge “verso l’oggi” rendendole proprie.”

 

 

 

La personale che il Museo Internazionale delle Ceramiche ospita è il frutto e la sintesi delle sue esperienze di vita e di lavoro, non sporadiche ma vissute nel tempo, con Faenza e l’Italia. Dei suoi esperimenti presso le botteghe artigiane e le industrie, l’Istituto d’arte. Ne deriva una panoramica completa che stupisce per varietà e libertà: da grandi opere a piccoli oggetti, in una sorta di autoritratto per immagini che coinvolge per suggestione e inventiva.

 

Il rapporto con la realtà e la sua osservazione è continuo e diretto: si ispira alla tragedia dei profughi, che è particolarmente viva nella mente di tutti, "Globalization", lavoro (un globo di due metri di diametro in polistirolo composto di oggetti trovati), fortemente legato all'attualità che l'artista ha creato in questi giorni a Faenza, concludendo la sua fatica solo poche ore prima dell'inaugurazione. Tanto da affermare: "Solo all'inaugurazione il significato dell'opera sarà svelato a me ed alla gente."

 

 

Una presenza in Italia

 

 

Gifford Myers, è nato nel 1948 a San Francisco (California) negli Stati Uniti d'America. Si è laureato in architettura all'Università di California, Berkeley.

 

Da 22 anni è professore d'arte all'Università di California,  Irvine. Vive e opera ad Altadena.

 

In Italia è arrivato per la prima volta nel 1987, a Firenze ed Albissola, per lavorare con Mario Mariotti e Sandro Soravia.

 

Nel 1992 ha organizzato due mostre: al Museo d'Arte Contemporanea di Albissola e Museo Montelupo di Montelupo Fiorentino.

 

Nel 1994 e nel 1995 è artista in visita a Faenza all'Istituto Ballardini. Nel 1995 comincia a lavorare fuori dalle sedi consuete con materiali diversi. Nel 1995 mostra Circolo Artisti e partecipa alla 49 esima edizione del Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea.

 

Da quel momento torna ogni anno a lavorare anche in città.

 

Nel 1998 viene scelto come unico artista americano a realizzare una scultura in omaggio a Enzo Ferrari al Castello di Spezzano (Modena).

 

Nel 1999 espone a Gubbio al Palazzo dei Consoli

 

Nel 2001 ha partecipato al 52° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea con l'opera "Via Collina". Già nel 1995 era stato selezionato per la 49esima edizione del Concorso.

 

 

 

La mostra è dedicata a Mario Mariotti, artista fiorentino che Gifford Myers ricorda come “amico e mentore personale”.