Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

LA SCULTURA CERAMICA ALL'EPOCA DI ADOLFO WILDT

LA SCULTURA CERAMICA ALL'EPOCA DI ADOLFO WILDT
29 gennaio - 17 giugno 2012

Creare sinergie con le realtà culturali del territorio è un obiettivo fondamentale per la Fondazione MIC che conduce necessariamente ad aprire le porte a molteplici linguaggi dell’arte e a creare collegamenti con le eccellenze locali. Questo è stato il motore che ha portato il MIC a proporre alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, titolare dell’organizzazione degli eventi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, una collaborazione in occasione del grande evento dal titolo “Adolfo Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt”, a cura di Paola Mola, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci e il coordinamento scientifico di Gianfranco Brunelli. La mostra forlivese, che apre il 28 gennaio per proseguire fino al 17 giugno 2012, non intende essere monografica ma vuole proporre un percorso tra passato e modernità, coinvolgendo i grandi Maestri (Cosmè Tura, Antonello da Messina, Michelangelo, Bronzino, Bernini, Canova, per citarne alcuni) e i quasi coetanei con cui Wildt ha avuto intensi rapporti e confronti (come Martini, Previati, De Chirico e soprattutto Casorati).
Poiché quando si parla dell’arte di Wildt si intende necessariamente ripercorrere i grandi ambiti delle vicende artistiche novecentesche (Simbolismo, Art Nouveau, Futurismo, Novecento, Realismo Magico), il Museo Internazionale delle Ceramiche si propone di creare un percorso all’interno della propria Collezione del Novecento che evidenzi le opere di artisti che hanno avuto stretti rapporti con Wildt (come gli allievi Fausto Melotti e Lucio Fontana, o l’adorato Domenico Rambelli) o che hanno vissuto la stessa straordinaria temporalità artistica (come Galileo Chini, Achille Calzi, Francesco Nonni, Domenico Baccarini, Arturo Martini, Duilio Cambellotti, e altri) per giungere agli esatti opposti in termini di poetica e di personalità come i futuristi nel momento della loro esperienza ceramica realizzata a Faenza nel 1928-29 o ad Albissola dal 1929 in poi (con Giacomo Balla, Benedetta e Filippo Tommaso Marinetti, per citarne i più noti).
Un “percorso nel percorso” curato da Claudia Casali, che i visitatori potranno apprezzare dopo la visita alla mostra di Forlì ma anche indipendentemente da essa, in una sorta di spaccato di eccellenza  dell’arte italiana fino al 1931, anno della morte di Wildt. Sarà dato particolarmente risalto a Fausto Melotti e Lucio Fontana, allievi di Wildt all’Accademia di Brera, indiscussi protagonisti di una nuova e moderna concezione di scultura. Nella carrellata dei “grandi” nell’ambito Art Nouveau-Decò non si può dimenticare Galileo Chini, di cui il MIC possiede un importante patrimonio che per l’occasione verrà interamente esposto. Qualche inedita corrispondenza riguarda invece Domenico Rambelli, straordinario scultore faentino, noto per i grandi interventi pubblici, di cui Wildt serbava una grande ammirazione. Il contrasto eclatante con la poetica verso il quale Wildt si rintraccia invece nella produzione ceramica futurista: in mostra sono esposte sia opere appartenenti alla brevissima stagione faentina che all’esperienza ligure di Tullio d’Albissola, ad evidenziare l’importanza della sperimentazione avanguardista del periodo.

I visitatori della mostra che si presentano con il biglietto di Forlì avranno diritto all’ingresso ridotto di € 5,00 (e viceversa i nostri visitatori avranno a Forlì il ridotto a € 7,00)

Un ringraziamento particolare va espresso alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, per aver inserito il percorso allestito presso il MIC all’interno del progetto dedicato a Wildt.

 

Si ringraziano infine Ediemme e Giovanni Mirulla per aver realizzato il giornale di mostra.