Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

HUMANO

Mostra personale di Ana Cecilia Hillar, "Premio Faenza" 2001

HUMANO
7 giugno - 31 dicembre 2003

Una ricerca sull'essere umano nelle sue diverse dimensioni, spirituale e materiale. Non una mostra figurativa, ma puntata su aspetti introspettivi, secondo un percorso intimo e raccolto.
É Humano la "personale" con cui l'artista argentina Ana Cecilia Hillar, vincitrice del Premio Faenza nel 2001 con l'opera "Sombra del viento", si ripresenta al pubblico.

Otto opere, di diversa dimensione, alcune grandi installazioni, altre di misure ridotte, realizzate con materiali grezzi ed ingobbi naturali documentano la sua passione per il versante “povero” della ceramica, che sceglie la terra come medium privilegiato e come congeniale modalità di espressione. La povertà dei materiali e delle tecniche superbamente espressa nelle opere si collega direttamente ai suoi interessi antropologici ed etnografici. Lo studio dell'archeologia precolombiana è confluito nella specializzazione in restauro ceramico.
Ho scelto la terra come materia per la sua dimensione di semplice intimità - afferma l’artista - Ogni geografia è un contenitore di storia fatta materia. Mi piace andare a scoprire quell’interiorità e darle forma: allora il tempo si ferma e mi trovo a percorrere un rito mille volte ripetuto nella storia dell’uomo. Lavorare le terre materiali di ogni luogo significa stabilire contatti con la tradizione locale ripercorrendo la memoria del luogo attraverso la cultura materiale. Cerco di mettere in relazione il tempo con lo scorrere incessante della vita, creando analogie fra le tracce lasciate nel passaggio naturale dell'animo unmano”.

Cresciuta in una famiglia di artisti, Ana è stata stimolata fin da giovanissima dalla madre Mirta Prevert, ceramista, a lavorare le argille ed i colori. Un periodo di soggiorno nella provincia di Catamarca, alternando l’insegnamento al lavoro scultoreo, tra paesaggi forti ed aridi in una zona archeologicamente ricca, dove in passato vissero culture pre e post ha influenzato il suo lavoro.
Emerge nell'attività della Hillar la volontà di "mettere in relazione, cercare un'analogia fra la natura, intesa come spazi e materiali e la cultura, come memoria ed emozioni dell'uomo nella storia dei luoghi".
Prima del Concorso nel 2001, Ana aveva vinto per due volte al “Salón Nacional de Cerámica a Rosario”, ma il Premio Faenza ha avuto un valore particolare: “Fu una grande sorpresa, non me lo aspettavo. Un riconoscimento come il "Premio Faenza" dà una forte dose di energia ed è uno stimolo a lavorare con responsabilità e coerenza”.

La sensibilità di Ana Cecilia Hillar testimonia il tatticismo e la sonorità della sua ceramica sviluppate, come sottolinea Marshall Mc Luhan: “dalle sculture arcaiche e recuperate dalle esperienze dell'arte contemporanea”.

La mostra Humano è corredata da un catalogo inserito nella collana “Quaderni del Circolo degli Artisti”, curato da Lamberto Fabbri, con testo di Josune Ruiz de Infante.