Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

MANDRAGORA

Nell'ambito della Giornata del Contemporaneo dell'AMACI, inaugura la mostra a cura di Marianna Liosi e Alessandra Saviotti

MANDRAGORA
8 ottobre - 6 novembre 2011

Per il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza quest’anno si prospetta un’occasione importante, quella di essere parte del circuito dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), promotore della prestigiosa Giornata del Contemporaneo, che è giunta ormai con successo alla VII edizione.
Per questa occasione, sarà inaugurata presso il Museo la mostra Mandragora, a cura di Marianna Liosi e Alessandra Saviotti, in cui saranno coinvolti tre tra i più interessanti artisti italiani: Meris Angioletti, Riccardo Benassi e Francesca Grilli, già affermati nel panorama dell’art system internazionale.

Mandragora nasce dall’idea di entrare all’interno di un percorso espositivo tradizionale e istituzionale, fatto di storia, di matericità e fortemente legato al territorio. Si propone, da una parte, di rileggere la collezione permanente con uno sguardo nuovo, e si ispira ad una sezione specifica, quella dei vasi da farmacia, per la creazione di un percorso tematico. Dall’altro lato, la mostra tende alla costruzione di un ponte tra l’antico e il contemporaneo, dal punto di vista concettuale, di tecniche artistiche e di codici.
Sono le decorazioni degli albarelli che hanno ispirato il progetto espositivo: quelle a tema vegetale e religioso.
Traendo ispirazione, dunque, dall’ambiguo intreccio tra scienza-religione-magia, il fulcro tematico attorno a cui ruota la mostra è la con-fusione e la commistione tra gli ambiti. Il dualismo su cui riflettono gli artisti coinvolti è come la componente razionale, tangibile, dimostrabile interseca la sfera dell’inspiegabile, occulto e irrazionale. Fondamentale elemento d’unione tra le due sfere diventa dunque l’individuo, il quale funge da tramite sul piano interpretativo. Il titolo stesso della mostra richiama alla suddetta dicotomia: la mandragora è simbolo dell’eterno intreccio tra bene e male, vita e morte, rimedio e veleno.

La mostra, patrocinata dal Comune di Faenza e inserita tra gli eventi di Faenza per Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019, è stata resa possibile grazie al contributo fondamentale alcune realtà locali, particolarmente sensibili all’arte contemporanea, quali: Fondazione del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza, Gigacer (che ha partecipato anche alla produzione di una delle opere di quest’esposizione), Salina di Cervia, Gruppo Culturale Civiltà Salinara e Farmacia Sansoni. Un ringraziamento particolare va anche all’Associazione Nuova Diatonia. Determinante è stata la sponsorizzazione tecnica di Centrale Fies (Dro, Trento).

Il catalogo, in vendita presso il bookshop del museo e prossimamente anche presso le librerie è stato realizzato, invece, grazie al sostegno di Aboca Museum di San Sepolcro (Arezzo).