Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

NELLO BINI (1915-1998)

Ceramista e Scultore

7 marzo - 30 maggio 1999

Nello BiniNello Bini, scomparso nel mese di novembre 1998, è considerato uno dei più importanti scultori toscani di questo secolo e protagonista dell'arte informale in Italia versata in ceramica. Ha utilizzato la ceramica sia con tecniche tradizionali italiane come la maiolica, sia con grès e i refrattari. Sue opere sono presenti al Museo di Faenza premiate ai Concorsi del 1962 e 1972. In mostra sono presentate una quarantina di opere di grandi, medie e piccole dimensioni che sintetizzano un'operatività quasi quarantennale. Nello Bini ha condotto anche uno studio ceramico artigianale i cui prodotti sono stati largamente commissionati negli Stati Uniti.

Nello Bini, nato a Santa Maria a Monte (Pisa) nel 1915 e scomparso recentemente a Firenze (novembre 1998), è considerato uno dei più importanti scultori toscani del XX secolo ed un protagonista dell'arte informale in Italia.
Avviato inizialmente agli studi classici li abbandona ben presto e inizia a frequentare la Scuola d'Arte del Legno di Cascina e poi dal 1933 l'Istituto d'Arte di Firenze. Nella prestigiosa scuola di Firenze fu allievo, fra gli altri, del grande maestro Libero Andreotti all'interno della Sezione di scultura decorativa. Qui sperimenta tutte le fasi di esecuzione che prevedono la pratica della plastica, del cemento, della formatura, della cesellatura, della fusione, della terracotta, del marmo, della pietra e della ceramica. Nel 1939 ottiene l'abilitazione all'insegnamento. Frequenta anche per qualche tempo l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1940-41 insegna scultura presso la Scuola d'Arte di Volterra.
Dopo l'interruzione dovuta alla guerra, avviò a Firenze nel 1948 una fabbrica di ceramica, "La Vela", fra le più note anche sul piano internazionale e, su commissioni dagli Stati Uniti, produsse arredi per chiese e ceramiche, terracotte e sculture destinate a gallerie d'arte, arredatori, costruttori edili. Negli anni Cinquanta soggiorna anche a Roma dove vi espone fin dal 1954 coi soci dell'Art Club (Afro, Bartolini, Fazzini, Gentilini ecc.). Negli anni successivi continua ad alternare alla sua attività, di carattere più commerciale, il lavoro di artista dedicandosi soprattutto alla scultura passando attraverso vari linguaggi, dal figurativo post-cubista all'informale, all'astratto.
La sua grande manualità si è espressa anche nel campo della pittura, del disegno, dell'incisione e della lavorazione dei metalli preziosi. Dopo dieci anni di laboratorio ceramico si trasferì a Bagno a Ripoli per intraprendere la libera professione. Negli ultimi quarant'anni la sua attività è stata tra le più molteplici: ha partecipato alle più importanti rassegne nazionali ed internazionali (la Quadriennale di Roma, la Biennale del Bronzetto di Padova, il Premio del Fiorino di Firenze, l' Esposizione internazionale della Ceramica Contemporanea di Praga, la Mostra Internazionale di scultura all'aperto "Sissa Pagani" di Legnano, e tante altre ancora).
Nel 1976 fa parte del comitato organizzatore della mostra antologica dedicata allo scultore austriaco Fritz Wotruba, tenutasi al Forte del Belvedere di Firenze. Nel campo della ceramica ha partecipato alle manifestazioni italiane più prestigiose (Concorso internazionale della ceramica di Faenza, Concorso internazionale di Gualdo Tadino, Biennale della ceramica di Gubbio) ottenendo premi e riconoscimenti. Ha utilizzato la ceramica sia con tecniche tradizionali italiane come la maiolica, sia con il grès e i refrattari. Sue opere, anche di carattere monumentale, si trovano in parchi, piazze, edifici pubblici (Foro Italico di Roma, Palazzo degli Scolopi di Firenze, Palazzo delle Scienze di Genova ecc.), in numerose chiese in Italia e negli Stati Uniti, in gallerie e musei (Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, Museo comunale di Gualdo Tadino, Museo delle ceramiche di Praga ecc.).
Nel campo della didattica è stato autore assieme a Marcello Guasti e Gualtiero Nativi di alcuni testi scolastici dedicati all'educazione artistica e alle applicazioni tecniche per la scuola media (Nello Bini, Marcello Guasti, Dall'idea all'oggetto. Corso di applicazioni tecniche per la scuola media, Firenze, s.d.; Gualtiero Nativi, Nello Bini, Marcello Guasti, Dalla natura all'arte. Corso di educazione artistica per la scuola media, Torino 1974)

Nella personale al Museo di Faenza sono presentate una quarantina di opere - tutte provenienti dalla Fondazione Bini, istituita per testamento dall'artista a Bagno a Ripoli (Firenze) affidandola ad un gruppo di suoi amici - di grandi, medie e piccole dimensioni che sintetizzano la sua produzione quarantennale di ceramica.

 

Giornale di mostra a cura di Gian Carlo Bojani