Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Biblioteca

Nel 1912 lo Statuto del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, approvato con Regio Decreto, prevedeva tra i suoi scopi di “raccogliere pubblicazioni in modo da offrire agli studiosi un materiale bibliografico di critica, di storia, di arte, di tecnologia ceramica”.
Negli anni che seguirono la Biblioteca si arricchì di preziosi volumi tanto che nel 1929 il Ballardini, partecipando al Iº Congresso mondiale delle biblioteche e di bibliografia, la definiva come un fondo consistente, per l’Italia, di materiale di studio in continuo aumento.
La crescita della Biblioteca subì un brusco arresto nel periodo della Seconda Guerra mondiale, quando, per preservare le collezioni del Museo e il patrimonio librario, si provvide al loro ricovero fuori città. Purtroppo dei 10.800 volumi che componevano la raccolta, oltre la metà vennero saccheggiati o distrutti nel crollo dell’edificio che li ospitava. Nello stesso tempo anche la sede del Museo subiva gravi danni dal bombardamento del 13 maggio 1944 e la Biblioteca stessa, con tutti i suoi arredi, veniva completamente distrutta.
Nel dopoguerra la Biblioteca venne riorganizzata con i materiali superstiti (circa 4.000 tra volumi e opuscoli) e ne venne ricostruito il mobilio in legno su progetto dell’architetto Ennio Golfieri.
Grazie ad un legato del dr. Paolo Galli e alle generose donazioni che seguirono negli anni Cinquanta, la Biblioteca poté reintegrare le lacune della propria raccolta.
Il fiorire degli studi di ceramica nell’ultimo ventennio, l’accurata politica dei cambi e delle acquisizioni, l’attività di recensione e segnalazione sulla rivista del Museo “Faenza”, hanno portato ad un consistente incremento del patrimonio della Biblioteca con opere provenienti da tutto il mondo.